La Scuola-SCUOLA PARITARIA PRIMARIA MARIA LAI Perchè nessuno sia ultimo, perchè ciascuno sia unico!  

SCUOLA PARITARIA PRIMARIA MARIA LAI
Perchè nessuno sia ultimo, perchè ciascuno sia unico!
 

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La Scuola Primaria Maria Lai è un’istituzione paritaria che nasce nell’a.s. 2019/20 con Decreto dell'USR di Cagliari. 

La nostra scuola finalizza il curricolo al conseguimento delle competenze previste nel profilo dello studente al termine del primo ciclo, fondamentali per la crescita personale e per la partecipazione sociale, e che saranno oggetto di certificazione. 

Il piano di studi prevede 40 ore settimanali, con servizio mensa, dalle h 8:30 alle h 16:30 (con servizio di prescuola dalle h 7,30), con piano di studi ministeriale e con attività curricolari ed extracurricolari all'interno dell'offerta formativa. 

Il progetto della scuola Maria Lai si ispira al metodo Agazzi, che tende attualmente a caratterizzare diverse scuole dell’infanzia mentre trova minore applicazione nella scuola primaria. 
 

Le sorelle Agazzi fondarono a Mompiano una scuola materna ispirata al modello di Froebel. Nella loro struttura, a “misura di bambino”, venivano formati bambini e non scolari, con educatrici amorevoli, affettuose e accoglienti.
Per quanto figlie di un periodo storico ormai superato, le sorelle Agazzi hanno ancora molto da dire nel nostro contesto sociale, dinamico e complesso.
La scuola paritaria primaria Maria Lai ha scelto di ispirarsi al metopdo Agazzi, piuttosto originale in una scuola primaria.

Ecco i punti di forza del metodo didattico😀:
continuità tra vita scolastica e vita familiare (il bambino a scuola deve sentirsi come a casa, circondato dallo stesso affetto e dalle stesse premure, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi ministeriali)
centralità del metodo intuitivo (che prevede la predisposizione di esperienze grazie alle quali i bambini apprendono direttamente)
coniugazione di teoria e pratica
centralità del gioco come strumento di traduzione, nella vita pratica, dei programmi scolastici.

👉Quest'ultimo punto si riferisce alla pedagogia del corpo, ancora poco conosciuta, oggetto di studio di illustri pedagogisti quali Riccardo Massa e Ivano Gamelli. Attraverso il corpo, e attraverso i sensi, il metodo della scuola paritaria Maria Lai cercherà formare il bambino come essere completo, pronto ad inserirsi nel tessuto sociale con consapevolezza critica, estetica e morale. Il corpo sarà lo strumento per rompere i binari della tradizione e per scavalcare schemi mentali. Il corpo è pensante, non è strumento ma processo di conoscenza.


Il metodo Agazzi considera l'attività infantile sempre gioco, cioè attività spontanea senza scopi prefissati. 
Non è possibile imporre al bambino un'attività voluta senza impedirne, di fatto, lo svolgimento naturale e spontaneo. 
Il metodo Agazzi coglie gli elementi vitali di tale ispirazione pedagogica sottolineando l'importanza dell'ambiente:
il bambino deve cioè potersi comportare nella scuola come nella propria casa, trattato nello stesso modo e con il medesimo affetto. 

Essendo i docenti soprattutto degli educatori, sarà cura degli stessi prestare massima attenzione al processo di formazione e di educazione del bambino, con particolare riferimento all’educazione digitale, ovvero ad un utilizzo serio e consapevole delle moderne tecnologie e dispositivi (attività di coding, pensiero computazionale e robotica educativa) educazione alimentare (seminari ed incontri per i genitori sulla corretta alimentazione e sul rapporto tra alimentazione e disturbi dell’apprendimento, con medico in sede che sarà parte del direttivo dell’istituto), educazione al libero pensiero (philosophy for children, per abituare i bambini al rispetto dell’altro da noi, e al significato dei diritti umani universali, laboratori di yoga.

L’idea di scegliere Maria Lai come figura alla quale intitolare il Nostro istituto non è casuale: riportiamo uno stralcio di un articolo a lei dedicato che esprime in modo efficace il suo rapporto con il mondo dell’infanzia. 
“Giocavo con grande serietà, a un certo punto i miei giochi li hanno chiamati arte.” 
Con queste parole Maria Lai parla della sua arte. Per lei l’uomo ha bisogno di mettere insieme il visibile e l’invisibile, perciò elabora fiabe, leggende, feste, canti, arte. Per avvicinare tutti, anche i bambini, al magico mondo dell’arte, Maria inventa delle storie, dei giochi, delle fiabe. E’ uno degli stratagemmi usati da Maria per catturare lo spettatore disorientato davanti all’arte, e coinvolgerlo, come una fiaba coinvolge il bambino. Lei dice: “Chiunque io cerchi di sollecitare a un dialogo sull’arte si annoia, soltanto se è in forma di gioco, anche se impegnativo, mi ascolta”. La fiaba permette ai bambini di esprimere la propria vita interiore, le proprie emozioni, i propri sentimenti. Può, quindi, diventare uno strumento per l’educazione alla vita e all’arte.  Le fiabe indicano tempi e spazi che non esistono, diventano bugie che servono al bambino e all’adulto per sperimentare la dimensione del sogno e vivere poeticamente la propria esistenza.”  

(Maria Patrizia Floris, Rivista Donna – 2012). 
Maria Lai, scomparsa nel 2013, sottolinea come il gioco e il coinvolgimento siano strumenti efficaci per raccontare l’arte e, più in generale, promuovere qualsiasi processo di apprendimento, in linea con le prospettive pedagogiche dell’attivismo.

Ai sensi del D.P.R. 89/2009, la nostra scuola osserverà scrupolosamente i punti sottoelencati:
  • possono iscriversi alla frequenza tutti i bambini e le bambine che abbiano compiuto 6 anni entro il 31 Dicembre dell’anno di riferimento;
  • possono iscriversi, su richiesta delle famiglie, tutti i bambini e le bambine che abbiano compiuto 6 anni entro il 30 Aprile dell’anno di riferimento;
  • relativamente all’orario, verrà osservato il modello delle 40 ore, corrispondente al tempo pieno;
  • l’istituzione scolastica, nella sua autonomia e sulla base delle richieste delle famiglie, adeguerà l’orario agli obiettivi formativi e ai piani di studio di riferimento;
  • la scuola accoglierà i bambini diversamente abili nel rispetto della normativa vigente, e ne promuoverà l’integrazione ai fini di un percorso di formazione inclusiva;
  • la scuola prevederà azioni progettuali che consentano, nel triennio, il raggiungimento degli obiettivi indicati nel RAV e inseriti nel piano di miglioramento che diventa parte integrante del PTOF;
  • la scuola metterà in atto linee metodologico-didattiche centrate sugli alunni che prevedano, tra le altre, attività di tipo laboratoriale e favoriscano sia il miglioramento degli apprendimenti (tenendo conto dei risultati delle rilevazioni INVALSI) sia lo sviluppo delle competenze sociali. 
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